E adesso…si inizia

•Dicembre 11, 2008 • Lascia un Commento

tenereinbraccioFinalmente siete di nuovo tutti insieme, spesso per i papà è giunto quindi il momento di tenere in braccio il proprio bambino per la prima volta.

Per le donne sembra tutto più spontaneo, come se avessero sviluppato per 9 mesi tutta l’esperienza emotiva per riuscire ad accogliere tra le braccia quel cucciolo d’uomo.

Statisticamente parlando alti 50 cm e con 3-4 kg di peso sembrano veramente piccoli. Sulla loro pelle si intravedono le venature e talvolta hanno un colore tendente al viola (cianotico) dovuto allo sforzo e alla carenza di ossigeno causata dalla spinta: insomma si presenta molto fragile…

…ma se li toccate non si ROMPONO!!!

Ci sono molteplici tecniche per tenerli tra le braccia in base alle esigenze e queste sono descritte in modo molto divertente da un papà in un divertentissimo articolo che ho trovato nel web.

Ma alla vostra prima volta che lo prenderete in braccio quasi sicuramente sarà in questo modo: prendeteli ponendo la mano destra sotto la testa e portatela sino a adagiarla sul braccio sinistro…ed è fatta!

Il braccio sinistro formerà come una cesta nella quale si adagerà il neonato.

Il perchè della mano destra e del braccio sinistro non è molto chiaro, ma ogni mamma lo fa nello stesso modo, siano esse mancine o destre, una spiegazione plausibile potrebbe essere quella di avvicinare di più l’orecchio del bambino al cuore in modo tale che venga cullato dal suo ritmo.

Qualunque errore facciate nei primi approcci con il vostro piccolo verranno corretti con il passare deltempo…poichè ciascun movimento lo ripeterete tante e tante volte…tutti i giorni…è come un allenamento!!!

Come si prepara l’uomo per il parto

•Dicembre 3, 2008 • Lascia un Commento

mano_con_bimbo

Da quando l’essere umano è arrivato sulla terra le donne hanno sempre partorito ma gli uomini sono solo poche manciate di anni che gli viene permesso di assistere al parto…un mondo che per loro è oscuro.

Non è difficile farsi prendere dalla paura se il tuo tesoro diventa un mostro urlante a causa del dolore.

E’ un dolore difficile da comprendere se non si è mai provato prima… anche per una donna.

Ora proverò a descriverlo cosicchè abbiate un termine di riferimento: da principio i dolori del travaglio assomigliano a quelli delle mestruazioni, ma con intervalli regolari; considerando però che gli uomini non sanno cosa possano essere i dolori mestruali, posso iniziare col dirvi che assomigliano, a loro volta, ha dei dolori provocati da un indolenzimento della zona lombare in seguito a uno sforzo notevole.

successivamente, quando il parto è pronto, e il bambino ha iniziato a scendere questi dolori si trasformano e dal travaglio si passa ai dolori veri e propri del parto.

Questi si spostano a livello dell’ano e sono simili più o meno all’atto di defecazione in seguito a lunghi periodi di stitichezza totale.

E’ proprio quando questi dolori che normalmente cominciano le urla più disumane e le parole più inaudibili.

Come può intervenire l’uomo in tutto questo?

Quasi niente.

Ma quel poco che faretepotrebbe essere TANTO soprattutto se l’emotività della donna è al collasso.

Ecco un breve elenco:

- massaggiare la zona lombare della schiena;

- incoraggiare la propria compagna a camminare, invece di stare distesa (questo durante il travaglio), poiché la gravità facilita l’uscita del bambino;

- quando iniziano i dolori del parto, per il motivo illustrato prima, la donna sentirà di dover evacuare: suggerirle di andare al bagno per svolgere le sue funzioni intestinali è  una buona idea perchè, quando avrà evacuato realmente, se continua ad avvertire ancora lo stimolo potete consigliarle in tutta tranquillità di rilassarsi perchè è solo una sensazione quella che avverte e non una reale necessità di evacuare.

Rilassandosi agevolerà e velocizzerà il processo di uscita del bambino;

- tenerle la mano in modo che la possa stringere.

Ho l’impressione che questosia veramente tutto quello che il papà possa fare per la donna in quel momento.

Voi futuri genitori

•Dicembre 2, 2008 • Lascia un Commento

anne-geddes_02

La PATERNITA‘ spesso più della maternità è una condizione non troppo semplice, poichè fisicamente non si avverte nessun cambiamento, che sono tutti appannaggio esclusivo della donna (per fortuna…esclamerebbero in molti), ma questo rende difficile per l’uomo accettare il suo nuovo posto ed è per questo che spesso entra esageratamente nella sfera femminile cercando di capirlo anche in modo rozzo e inappropriato.

E’ per questo che tra i molti consigli che avrei piacere di dare a tutti i futuri papà quello che prediligo è: non prendetevela con gli sbalzi di stato d’animo delle vostre donne, non dipendono da voi ma sono solo alterazioni fisiologiche, che la donna sfoga sul primo malcapitato. Non cercate di capirli… molto spesso non ne è realmente consapevole nemmeno lei.

Per quanto vi è possibile assecondate e lasciate andare, ma se pensate la cosa troppo difficile da sostenere esponeteglielo con calma. Non siate timorosi di mostrarle la vostra vulnerabilità, lei ve la fa vedere ogni giorno e non se ne vengogna: fatele osservare che, pur avendo capito i suoi atteggiamenti, vorreste che lei li riducesse al minimo.

Non dico che la cosa sia facile, ma sicuramente eludere questi disguidi può permettere un futuro come famiglia più complice e sereno.

Una cosa che può veramente essere bella, utile e divertente, è ricreare con la mente, progettare e costruire la vostra vita di neo-genitori.

Scegliere il nome, acquistare gli accessori che vi vi potranno essere utili per le prime fasi di vita del neonato, arredare la stanzetta, prepare tutto il necessario per l’ospedale, tutte cose che, se vissute insieme, permettono al futuro papà di sentirsi meno estraneo a quello che sta succedendo.

Accarezzare frequentemente il pancione progettando il futuro del vostro piccolo campione vi aiuterà a stabilire un contatto con il piccolo in grembo e a proiettarvi nella vostra futura vita genitoriale.

Iniziare già a pensarecome e cosa vi potrà servire per cambiarlo vi permetterà di essere mentalmente più pronti per quel momento spesso non considerato il migliore; cominciare a pensare a cosa fare se non sarà un dormiglione vi aiuterà a vivere il momento, qualora dovesse arrivare, con più lucidità e così via…

Di consigli poi ne è pieno il mondo, quindi se vi informate prima…non avrete grossi problemi successivamente!

Il Natale di Gesù

•Dicembre 1, 2008 • Lascia un Commento

natale1sp6Il Natale è la più importante festa dell’anno cristiano, possiamo meglio definirlo come un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d’inverno arrivano fino all’Epifania. Questo ciclo di feste nella cultura popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e all’apertura del nuovo ciclo.

La festa appartiene all’anno liturgico cristiano e nella Cristianità occidentale cade il giorno25 didicembre, mentre nella Cristianità dell’oriente viene celebrato il sesto giorno del mese di gennaio.

L’arrivo di Gesù sulla Terra viene fatto viene inserita in un periodo dal 10 al 4 a.C. , ma il Natale non venne introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna attendere l’arrivo del IV secolo perchè faccia la sua comparsa nell’Impero Romano, e nelle zone dell’Oriente anche più tardi.

Nel 274 d.C. grazie ad Aureliano fu introdotta al 25 dicembre la Festa solare. E dall’associazione della festa cristiana a questa festa pagana che ha origine la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni di seguito e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, che, da come bruciava, faceva presagire come sarebbe stato l’anno venturo.

Il Cristianesimo inserì nelle proprie concezioni religiose culture popolari esistenti in precedenza così da trasformare il giorno del dio solare e agricolo dell’Egitto e della Persia del Natale cristiano, infatti nel 337, papa Giulio I fissa il Natale nella stesa data.

Non è solo il giorno l’aspetto preso in prestito dalla cultura precristiana: l’abete era già nella tradizione celtica simbolo di vita e di speranza poiché non perde mai le foglie. La “cristianizzazione” è dell’VIII secolo quando S. Bonifacio fece crescere un abete al posto della quercia sacra a Thor e lo identifica con Gesù Cristo.

Magnifiche trasformazioni!!!

Fare sì che il Natale venisse inserito in un contesto invernale non fu facile perchè andava contro il racconto evangelico di S.Luca, che con i pastori che passano la notte all’aperto dava l’idea piuttosto di un ambiente primaverile. Poi c’era la precedente tradizione cristiana che fissava la nascita di Cristo in un giorno di primavera: Clemente di Alessandria l’aveva inserita al il 19 aprile, altri padri della Chiesa lo datavano al 18 aprile, altri ancora al 29 maggio o al 28 marzo.

Fu soltanto dopo molte discussioni ed esitazioni che i vescovi di Roma scelsero il 25 dicembre.

Ma quali furono le motivazioni che diedero per questa scelta?

I calcoli dei vescovi si basarono sul fatto che Gesù morì al suo 33esimo anno in data 25 marzo. Considerando la data di morte di Gesù la stessa in cui lui si era incarnato dentro al ventre di Maria e considerando la sua nascita avvenuta 9 mesi dopo…ecco che abbiamo di nuovo il magico numero… 25 DICEMBRE!!!

Quante contorsioni dietro qualcosa che adesso ci sembra scontato!

Interessanti a sapersi e ritengo sia anche interessante raccontarle ai propri figli, in modo che siano in grado di capire ciò che è fede e ciò che è una complicazione culturale ad essa associata.

Ma su questo voglio tornarci con calma, poichè è un argomento che mi mi interessa molto.

L’idea moderna del Natale

•Dicembre 1, 2008 • Lascia un Commento

13wx3Adesso possiamo parlare del Natale dei giorni nostri.

Il Natale di oggi viene da culture borghesi dello scorso secolo, con simbologie e usi che hanno sia origini pagane che cristiane. Il Natale è preceduto dalla vigilia, che, per tradizione, dovrebbe essere considerata un giorno di digiuno e di veglia, con la quale ci si prepara a festeggiare tutto il periodo di feste.

I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno…quindi a Capodanno e…il primo giorno dell’anno.

Tutte queste feste sono periodiche e il simbolo che ricorre costantemente è il rinnovamento, e viene celebrato in tutte le civiltà con rituali che simbolicamente vanno a chiudere un ciclo annuale e aprono quello successivo.
A conclusione di tutte tutti i festeggiamenti, infine, giunge l’Epifania, che viene celebrata il sestogiorno del primo mese dell’anno.

Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto adottata in occidente dove prese connotati religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della Befana distributrice di regali.

I magi erano un gruppo di personaggi che erano stati guidati da una stella verso Gesù, e, partendo dall’oriente si erano spinti fino a Betlemme per rendergli omaggio, coprendolo di doni: oro, incenso e mirra.

Solo in seguito vennero indicati come “re” e il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, ma è tutto au artificio.

Questa festa porta ai piccoli ulteriori regali nonchè segna la fine di questo ciclo di festeggiamenti: nel giorno che segue il 6 gennaio si cominciano a spegnere le luci e a disfare gli addobbi.

Se vi ricordate, alla nascita del Natale, le torce che accompagnavano la processione per la dea Iside, oggi hanno assunto la forma delle luci e nelle candele che addobbano le case, gli alberi, e le vie(ancora un ricordo delle origini).

In periodipiuttosto recenti da semplice culto religioso della nascita di Cristo, le feste natalizie sono andate trasformandosi in un momento frenetico, assumendo la forma di una gara commerciale, tanto che la Chiesa stessa è dovuta intervenire per promuovere il ritorno al Vero spirito con cui si dovrebbe vivere tale celebrazione.

Il pranzo di Natale normalmente è abbondante e viene consumato in casa circondati dai parenti e, di solito, è a base di carne. Anche la varietà di dolci deliziosi che sono tipici del Natale è enorme e, sovente, sembrano ricordare simboli solari o tradizioni rurali. Questi dolci spesso richiedono una preparazione molto lunga che richiede che si inizi già alcuni giorni prima.

Simbolo quasi irrinunciabile del Natale è il Presepio, che, soprattutto nei paesi del sud fa bello sfoggio di sè, ma, assecondando una tradizione più legata ai paesi freddi, si è abbracciata l’usanza dell’albero.

La festa della Natività di Gesù, quale lo conosciamo oggi, è divenuta la più importante festa ufficiale della cristianità solo in tempo relativamente recente.

Le prime tracce di questa festività si ritrovano solo intorno al III secolo dopo Cristo e il suo definitivo affermarsi solo a metà del IV secolo.
L’importanza di questa celebrazione fu riconosciuta solo verso il 375 d.C. in Antiochia, mentre in Alessandria si dovette aspettare dopo il 430 d.C..

Da questa storia del Natale, lunga e romantica, vengono sottolineate le esigenze degli uomini di far posto a un po’ di speranza e di letizia anche nel pieno del rigido inverno, quando sembra che tutto perda vita e diventi morto, si intravede già il seme che inizia a germinare sotto il candido manto nevoso, continuando quell’eterno ciclo di rinascita che sconvolge la Natura nel suo perpetuo ciclarsi di stagioni e… i festeggiamenti dell’avvicinarsi della primavera rende le temperature basse più sopportabili.

Origini del Natale

•Novembre 27, 2008 • Lascia un Commento

gattino_babbo_natale2

Il 25 dicembre è stato considerato sempre un giorno misterioso.

I rituali di celebrazione in questo giorno risultano essere stati presenti già mille e più anni prima che la cometa apparisse ed è sempre stato legato ad un certo folklore e grandi speranze.
E’ così che già cinque secoli prima di S.Luca e di S.Matteo, sulle sponde del Nilo, durante la celebrazione del Natale di Horus, una grande festa notturna, una voce andava urlando:

‘Esultate! La Vergine ha partorito, la Luce rinasce!’

Ma cos’è che fa di questo periodo dell’anno una cosa così importante?

Ciò che accade ogni anno è che dalle ore zero del giorno 21 dicembre le giornate si fanno sempre più lunghe. E l’inclinazione dell’asse terrestre, nell’emisfero a nord dell’equatore, inizia a variare rispetto al Sole: l’inverno ormai è al suo apice e da quel momento a seguire si procede verso la novella stagione: comincia la primavera astronomica. Dopo il culmine di buio e oscurità ci si riporta nuovamente verso il periodo di sole e vita.

Per gli antichi il solstizio d’inverno era proprio il 25 dicembre e lo festeggiavano con una festa ricca di strani significati.

Tracce di celebrazioni “natalizie” si trovano presso le primitive religioni persiane, fenice, siriane, peruviane, messicane, indù, toccando quindi tutte le zone della Terra… anche assai lontane tra loro.

Ovviamente, non avendo il significato cristiano, il modo di festeggiare era assai diverso nelle diverse culture:
- nell’antica Persia si festeggiava cantando l’inno che narrava l’origine del mondo.

- in Alessandria d’Egitto con la festa del Natale di Horus abbiamo l’espressione natalizia più vicina a quella che abbiamo trasmessaci dalla cultura cristiana. Era la dea Iside ad essere celebrata. Statue che la raffiguravano col piccolo in grembo o attaccato al seno, venivano portate in processione di notte verso i campi al lume delle torce. Ci sono anche dei riferimenti a questa festa in alcune scritture greche, dove vengono enunciate alcune acclamazioni rivolte alla dea, nonchè la serie di invocazioni che si cantavano durante la processione, le “litanie di Iside”, che assomigliano notevolmente alle attuali litanie della Madonna.

Iside era chiamata “stella mattutina”, “stella del mare”, “porta del cielo”, “sede della sapienza”.

- Nella Roma precristiana lo stesso significato lo avevano i Saturnali, le feste d’inverno. Le celebrazioni del dio Saturno, dio dell’agricoltura, iniziavano il giorno 17 dicembre e arrivavano fino al successivo 24. Erano feste di gioia, di rinnovamento, di speranza per il futuro e in tali accosioni si rinnovavano i contratti agrari, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.

Fu solo cinquant’anni prima dell’arrivo di Cristo che a Roma venne inserito il culto del Dio Sole, introdotto probabilmente dalle legioni reclutate in Siria e dagli schiavi orientali.

Quando diciamo che ‘tutto il mondo è paese’ penso che non ci rendiamo conto di quanto sia vera tale frase. In una società in cui ci si può muovere rapidamente e in poco tempo raggiungere ogni angolo del globo, è facile immaginare di come diverse culture si siano mescolate per dare vita alle tradizioni moderne (è un ossimoro ma rende l’idea). Immaginate però, queste stesse somiglianze in civiltà lontane, che non si sono mai viste prima… beh, è questo che ha dell’incredibile!!!

La gravidanza vista dai papà

•Novembre 11, 2008 • Lascia un Commento

trans_incintoScorrendo un interessante articolo sul significato e le attenzioni che hanno i papà nei confronti delle mamme dal momento in cui vengono a conoscenza della gravidanza, è un sorriso che mi si stampa sul viso all’osservare come una figura unicamente autoritaria, cresce in qualcosa di coinvolto e di partecipe nellanuova condizione che attraversa la sua compagna.

Infatti quanto più la mamma si è estraniata dal pensiero comune che dovesse passare in completo riposo l’intera gravidanza, o buona parte della stessa, tanto maggiore è cresciuto il senso di responsabilità che il padre si è sentito di prendere nei confronti della  futura mamma e del nascituro.

Questo ha portato l’uomo a caricarsi di stress impedendogli di godersi l’attesa, cosa che, invece, è auspicabile per una serie di motivi che avrò modo di farvi presente in questo articolo e negli altri a venire.

Uno dei motivi per cui l’uomo non deve farsi carico emotivo di questa situazione è la tensione e l’ansia che si vengono a creare, che possono influenzare assai megativamente il già instabile equilibrio emotivo della futura madre che, tra sbalzi ormonali, poco sonno, calci e, cosa che si può verificare, un eccesso di energia da scaricare, ha già i suoi bei motivi per essere tesa. E tutto questo non considerando il senso di nausea e mancamento che accompagna le prime fasi della gestazione.

Ciò che potrebbe coccolare, senza eccessi, la donna è,faccio solo un esempio, prepararle le pillole di integratori che deve prendere, ma NON consigliare quali deve prendere, poichè per tale scopo esistono i ginecologi.

Una delle sensazioni ricorrenti in gravidanza nell’uomo è il senso di impotenza, quindi  la sensazione di non poter essere di aiuto in alcun modo se ci sono dei problemi durante la gravidanza (tra i quali i sopracitati problemi ormonali ed emotivi…sono solo quelli meno preoccupanti). Per tutti quelli che si sono sentiti così comunico che se ci sono problemi e sono risolvibili, ancora una volta lasciatelo fare agli esperti.

Quello in cui vi potete cimentare è alleviare le attività che la futura mamma deve svolgere, sempre senza cadere nell’eccesso di zelo: la donna incinta NON è una malata quindi, anche se il carico di lavoro deve evidentemente diminuire, non deve essere ridotto a zero perché se no la donna comincia a pensare e… più pensa più le vengono idee, voglie e altre strane cose legate sempre agli squilibri ormonali di cui ho già parlato…che possono farla entrare in uno stato di depressione!

Come agire?

Faccio un esempio che vi darà poi una idea generale: se si devono lavare le stoviglie,statele vicino sciacquandoli e asciugandoli, in modo che il compito si faccia più veloce ed emotivamente più soft, perchè conversare del più e del meno è piacevole tra un’incombenza e l’altra.

Se vi sentite proprio in dovere di fare qualcosa il consiglio che vi do è quello di sollevare la donna da incarichi che necessitano di eccessivi sforzi della schiena: come piegarsi per raccogliere qualcosa o sollevare pesi eccessivi. Inoltre massaggiare la schiena e le gambe attenua notevolmentele tensioni dovute al peso che si porta dietro (ops…davanti:-P).

MI SCAPPA LA PIPI’!

•Settembre 27, 2008 • Lascia un Commento

MAMMA!!! Ho fatto la pipì!

MAMMA!!! Ho fatto la pipì! Come risolvere il problema a scuola!

Bene, penso che sia una delle cose più traumatizzanti della prima infanzia, per un genitore naturalmente.

Prima di togliere il pannolino vostro figlio era l’ultima persona con cui vi sareste arrabbiati? Dal momento in cui toglierete il pannolino, anche se siete le persone più ragionevoli al mondo, dopo la decima pipì sul pavimento con annesso cambio, dopo che, naturalmente, per evitare il disastro li avete accompagnati al bagno almeno 100 volte, vi assicuro che la pazienza scappa.

BAMBINI e MORTE

•Settembre 26, 2008 • Lascia un Commento

MAMMA!!! perchè è morto?

MAMMA!!! perchè è morto? La mia risposta personale!

Quando avviene un lutto in casa sono sempre i più piccoli a risentirne… come spiegare l’irreversibilità di ciò che è successo senza violare le illusioni di un bambino… pur essendo chiari e limpidamente sinceri!