Origini del Natale

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Il 25 dicembre è stato considerato sempre un giorno misterioso.

I rituali di celebrazione in questo giorno risultano essere stati presenti già mille e più anni prima che la cometa apparisse ed è sempre stato legato ad un certo folklore e grandi speranze.
E’ così che già cinque secoli prima di S.Luca e di S.Matteo, sulle sponde del Nilo, durante la celebrazione del Natale di Horus, una grande festa notturna, una voce andava urlando:

‘Esultate! La Vergine ha partorito, la Luce rinasce!’

Ma cos’è che fa di questo periodo dell’anno una cosa così importante?

Ciò che accade ogni anno è che dalle ore zero del giorno 21 dicembre le giornate si fanno sempre più lunghe. E l’inclinazione dell’asse terrestre, nell’emisfero a nord dell’equatore, inizia a variare rispetto al Sole: l’inverno ormai è al suo apice e da quel momento a seguire si procede verso la novella stagione: comincia la primavera astronomica. Dopo il culmine di buio e oscurità ci si riporta nuovamente verso il periodo di sole e vita.

Per gli antichi il solstizio d’inverno era proprio il 25 dicembre e lo festeggiavano con una festa ricca di strani significati.

Tracce di celebrazioni “natalizie” si trovano presso le primitive religioni persiane, fenice, siriane, peruviane, messicane, indù, toccando quindi tutte le zone della Terra… anche assai lontane tra loro.

Ovviamente, non avendo il significato cristiano, il modo di festeggiare era assai diverso nelle diverse culture:
- nell’antica Persia si festeggiava cantando l’inno che narrava l’origine del mondo.

- in Alessandria d’Egitto con la festa del Natale di Horus abbiamo l’espressione natalizia più vicina a quella che abbiamo trasmessaci dalla cultura cristiana. Era la dea Iside ad essere celebrata. Statue che la raffiguravano col piccolo in grembo o attaccato al seno, venivano portate in processione di notte verso i campi al lume delle torce. Ci sono anche dei riferimenti a questa festa in alcune scritture greche, dove vengono enunciate alcune acclamazioni rivolte alla dea, nonchè la serie di invocazioni che si cantavano durante la processione, le “litanie di Iside”, che assomigliano notevolmente alle attuali litanie della Madonna.

Iside era chiamata “stella mattutina”, “stella del mare”, “porta del cielo”, “sede della sapienza”.

- Nella Roma precristiana lo stesso significato lo avevano i Saturnali, le feste d’inverno. Le celebrazioni del dio Saturno, dio dell’agricoltura, iniziavano il giorno 17 dicembre e arrivavano fino al successivo 24. Erano feste di gioia, di rinnovamento, di speranza per il futuro e in tali accosioni si rinnovavano i contratti agrari, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.

Fu solo cinquant’anni prima dell’arrivo di Cristo che a Roma venne inserito il culto del Dio Sole, introdotto probabilmente dalle legioni reclutate in Siria e dagli schiavi orientali.

Quando diciamo che ‘tutto il mondo è paese’ penso che non ci rendiamo conto di quanto sia vera tale frase. In una società in cui ci si può muovere rapidamente e in poco tempo raggiungere ogni angolo del globo, è facile immaginare di come diverse culture si siano mescolate per dare vita alle tradizioni moderne (è un ossimoro ma rende l’idea). Immaginate però, queste stesse somiglianze in civiltà lontane, che non si sono mai viste prima… beh, è questo che ha dell’incredibile!!!

~ di ehl2000 su Novembre 27, 2008.

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